Visions in Blue

martedì, febbraio 18, 2003

Il week-end londinese… Dunque, da dove cominciare? È stato meglio di quanto mi aspettassi. Non eravamo mai andati via insieme prima, e all’inizio c’era un po’ di tensione (dovuta per la maggior parte anche alla sua ansia da volo/attentati/ecc.!), ma poi è stato bellissimo.

Sabato marcia per la pace. Ce la siamo fatta tutta dall’inizio alla fine, una gran fatica quel lento camminare per ore ma ne valeva la pena. Non c’è niente da fare, a me le manifestazioni, in particolare quelle così sentite commuovono. Mi commuovono nel senso letterale del termine, mi vengono proprio le lacrime agli occhi. E quella di Londra è stata speciale, probabilmente perché, a differenza di quando l’avevo visitata in precedenza, questa volta anche se solo per poche ore non mi sono sentita una turista. La città vissuta così intensamente mi ha impressionato. Il corteo era variegato, e non mi sento di dire che la maggior parte erano giovani. Ovviamente i giovani c’erano, ed erano in tantissimi, però anche tante persone di mezza età e anziani e bambini. Quanti bambini, piccoli, piccolissimi. Ho pensato più di una volta a mia madre, e mi sono immaginata la sua faccia scandalizzata se li avesse visti e ho quasi sentito le sue parole: "portare un bambino così piccolo in mezzo a tutto questo casino???!". E invece erano splendidi quegli esserini, quasi tutti allegri e sorridenti, incuranti del freddo. Scoprire le individualità all’interno della massa, è questo ciò che più mi piace in queste circostanze. Non la folla indistinta ma ad esempio la coppietta di anziani di fianco a me con il pranzo al sacco accuratamente incartato; la signora con un cartello che non aveva niente della concisione o dell’ironia dello slogan del tipo "Blair io ti ho votato però adesso mi hai deluso, riconoscere i propri sbagli è la più grande forma di onestà intellettuale…" o qualcosa del genere; la ragazza che allattava il suo bambino al lato del corteo, gli skaters di Bristol… Era anche il mio compleanno, mi sa che questo non lo scorderò.

Domenica a zonzo per la città, abbastanza a caso, cosa che mi sono goduta molto dato che non sopporto i tour alla giapponese sullo stile 10 monumenti in 1 ora. A proposito di Giappone e monumenti però, credo ne stiano costruendo uno in nostro onore (o meglio in onore del mio ragazzo) al Japan Center Bookshop di Piccadilly. Se ci fossimo rimasti un altro po’ avrebbero sistemato anche due brande per la notte!

Uffa da quando ho iniziato a scrivere questo post (cioè mezz’ora fa) il telefono non fa che squillare, in continuazione. Oggi non c’è pace. Ok ok, ho capito adesso mi rimetto a lavorare.
scritto da lotus / 15:26 /commenti (1)

Dal punto di vista di un verme un piatto di spaghetti è un'orgia














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