giovedì, marzo 24, 2005 Banca e vita
Gli ultimi due giorni li ho trascorsi fuori dalla filiale, sto seguendo un corso, o meglio un seminario che finisce domani. In generale i corsi mi piacciono, mi piace che si punti sulla formazione del personale. Poi i corsi sono sempre un'occasione per conoscere nuovi colleghi, per dare un volto a voci che magari ho sentito mille volte al telefono.
Questo seminario è abbastanza utile devo ammetterlo, ma anche discretamente palloso. Fondamentale allora sedersi di fianco alla gente giusta, cosa in cui per fortuna sono molto brava. Diciamo che ho l'occhio per tanare da lontano il BANCARIO DENTRO, il FENOMENO della situazione, quello che è pieno di banca, dalla punta dei capelli alle unghie dei piedi, quello che poi in mensa ti si siede di fianco e continua a parlarti di budget, prodotti, procedure... che alla fine ti si pianta il pranzo sullo stomaco e vorresti sparargli.
Oppure c'è il nerd del caso, quello che poverello ti parlerebbe anche di qualcos'altro se potesse, ma la sua vita comincia e finisce in banca e quindi non c'è scampo.
Per fortuna io questi li fiuto da lontano e quindi, come ai tempi della scuola, riesco sempre a fare comunella con gli altri, quelli degli ultimi banchi per intenderci e per restare nel paragone; quelli che se fai una battuta c'è speranza che la capiscano e magari ridono anche. Quelli che nell'ultima settimana forse hanno visto un film o ascoltato un disco. Quelli che se li incontri per caso di sabato sera al pub riescono a non nominarti le unit linked. Quelli che dopo un po' hanno voglia di alzarsi e farsi un caffè ma bestemmiano perché il fenomeno di turno se ne è appena uscito con una delle sue belle domandine del cazzo allontanando drammaticamente l'arrivo della pausa e con essa ogni speranza di caffeina...
Quelli che per fortuna ti confortano su un fatto: c'è vita oltre la banca.
| Dal punto di vista di un verme un piatto di spaghetti è un'orgia
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