lunedì, gennaio 27, 2003 Negli ultimi mesi sono diventata letteralmente una divoratrice di libri. Ne leggo uno dietro all'altro e alla velocità della luce. Di ogni tipo, romanzi saggi, cominci, tristi, letteratura per ragazzi. Di tutto di più. Poi non faccio altro che comprarne. Ho già una waiting list spaventosa, tanto che mentre ne leggo uno ho l'ansia di finirlo per poter iniziare il successivo. La lettura è sempre stata una grande passione, ma negli ultimi tempi, non lo so, sento che c'è un che di malato in questa mia frenesia "librivora". Ne ho bisogno. Mi dico spesso che è meglio che dipendere da un bicchiere di vino o da una canna. Però resta sempre una piccola dipendenza e, come tutte le dipendenze, è sintomo di qualcosa che non va. Sarà che leggere è l'unica attività che adesso riesca veramente a rilassarmi, a farmi staccare il cervello, a distrarmi. Ci sono tante decisioni che dovrei prendere. Tanti pensieri che affollano la mia mente, o forse solo uno, fisso. E allora aprire un libro mi aiuta a estraniarmi, a procrastinare, a rimandare tutto a domani, a trascinarmi ancora un po'. Preferisco passare un intero pomeriggio in casa a leggere piuttosto che vedere gli amici, perché gli amici fanno domande a cui adesso non ho voglia di rispondere, i veri amici non sono indulgenti, non credono alle cazzate. Mentre io ora ho bisogno di credere alle mie cazzate. Questo blog invece mi aiuta a dare un senso, a non perdere il filo, a tenere un po' di ordine, a ricordarmi che SONO cazzate e che prima o poi dovrò smetterla di raccontarmele.
| Dal punto di vista di un verme un piatto di spaghetti è un'orgia
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