giovedì, giugno 19, 2003 Ieri sera cena con il vecchio gruppo di amici della Città dei Ragazzi. Ho cominciato i primi campeggi con la cidi (da c.d.r., come la chiamavamo noi) quando ero alle elementari, l'ho frequentata durante il periodo delle scuole medie, fino al primo anno di liceo, poi ho abbandonato. Facevamo attività tipo scouts, ma non eravamo scouts. La Città dei Ragazzi ha decisamente segnato la mia crescita. Io ero una bambina molto molto timida, e lì ho affrontato alcuni dei primi grandi momenti di socializzazione della mia vita. Due settimane in montagna senza mamma e papà ti svegliano, non c'è che dire! Lì ho imparato anche a tirare fuori un po' grinta, a far sentire la mia voce. Anche quando eravamo a Modena facevamo attività quasi tutti i week-end, eravamo organizzati in squadriglie: io ero a capo della squadriglia dei delfini. Ogni squadriglia doveva costruire il proprio angolo all'interno della "tribù": il nostro era tutto blu, circondato da uno steccato tirato sù non si sa come! Ho bellissimi ricordi legati alla cidi, ricordi di campeggi, di canti intorno al fuoco, di tende costruite su palafitte e di palafitte che crollano miseramente perché i nodi non sono stretti bene, di "alce rossa" ne bosco, le prime cotte e le notti sui letti a castello passate a spettegolare su chi piaceva a chi, i campeggi invernali sugli sci, Don Gianni (altrimenti detto dj), e le sue russate, la sua testa fra le nuvole, le statue di creta. E l'uomo d'oro. E quella volta che io e la Greta siamo andate a lavarci al fiume. E tutti i "capi": Otto, Pigio, Pira, Leppa, Mima, Massimo... E poi Emer. Ieri sera c'eravamo quasi tutti, alcuni non li vedevo da 12 anni, tanti sono sposati ora, certi hanno dei bambini. Ho avuto l'impressione che nessuno fosse cambiato. Tutti mi sembravano identici ad allora, me compresa. Eppure siamo cambiati, certamente siamo cresciuti. Un po' siamo cresciuti insieme, e questo non si dimentica.
| Dal punto di vista di un verme un piatto di spaghetti è un'orgia
 |