Visions in Blue

mercoledì, giugno 18, 2003
Ecco, quest'anno una delle prime prove dell'esame di maturità era l'analisi di un testo di Pirandello. Avrei tanto voluto avere una traccia del genere per la mia maturità! Ho sempre adorato Pirandello, ero preparatissima su di lui, avevo anche scritto una tesina di approfondimento su Uno nessuno centomila per l'orale di italiano, e ho passato notti a pregare che uscisse allo scritto. La nostra prof. di italiano si era impegnata come una matta per farci studiare gli autori più contermporanei, tipo Pirandello, Svevo ecc., diceva: "quest'anno secondo me è il loro turno, sarebbe anche logico, dopotutto è ora di finirla con questa alternanza Manzoni - Leopardi - Manzoni - Leopardi!". Beh, un po' ha avuto ragione. Il tema non verteva né su Manzoni né su Leopardi... Dante, il 95 fu l'anno di Dante! L'analisi di un brano tratto dal Paradiso. Che nel nostro caso non era nemmeno parte del programma d'esame. E così mi sono ritrovata a scrivere un tema pieno di luoghi comuni commentando un'indagine del censis che affrontava il problema della "solitudine nel mondo giovanile".
Però... quanti ricordi ripensando a quei giorni! Alle ore trascorse a ripassare in quel piccolissimo e torrido appartamento all'ultimo piano in via Ciro Menotti con L. e L., la mia super cotta per D., i pianti, la gita in montagna dopo lo scirtto e aspettando l'orale, i casini di L. e F., la sette posti di L. (che macchina era?), la neve a giugno, il mirtillino, e un'estate che non torna più.
scritto da lotus / 10:39 /commenti (1)

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