venerdì, giugno 13, 2003
L'estate non è fatta per lavorare. Mi alzo dal letto madida di sudore, a fatica mi butto sotto la doccia (calda, mi hanno insegnato che così quando esco, in rapporto alla temperatura dell'ambiente sono più fresca), mi ristendo a letto un minuto per fargli due coccole e sono praticamente punto e a capo col sudore. Mi infilo comunque i vestiti, e mi maledico per non essermi portata niente di più leggero che questa pesante gonna di jeans. Corro in stazione in mega ritardo per scoprire che il treno è più in ritardo di me, 20 minuti. Quando finalmente il mio intercity arriva una voce dall'altoparlante consiglia ai passeggeri diretti a Bologna, "data l'enorme affluenza", di attendere quello successivo che dovrebbe essere più vuoto. Chiaramente me ne fotto e mi getto sul treno, che altrimenti in ufficio non ci arrivo più. Nello scompartimento a fianco un gruppo di 6 ragazzini diretti al mare parlano a voce talmente alta (sparando tante di quelle cazzate!) che riesco a fatica a leggere una pagina del mio libro. Scendo dal treno, sempre in ritardo, proprio oggi che l'unica altra mia collega con le chiavi non c'è e devo aprire io, e corro verso l'ufficio. Nell'atrio dell'ingresso c'è un messaggio del portiere: "sono venuti i ladri nello stabile, controllate i vostri uffici". Già mi prefiguro scene apocalittiche di uffici devastati, computer rubati e telefonini spariti, (nonché di capo in crisi isterica) ma fortunatamente il nostro non se lo sono cagato pari. Tutto ok mi dico, sospiro di sollievo. Tutto d'un tratto però un insolito BIP richiama la mia attenzione: che cosa cavolo è 'sto rumore! Sembra il countdown d'una bomba a orologeria. Guardo meglio, allarme rientrato, è solo il gruppo di continuità del server. Ma se il gruppo di continuità è in funzione... Aspetta, provo ad accendere una luce: tutto morto! E' saltata la valvola. Ma porca... Corri giù in cantina per riattaccare l'interruttore. La porta è chiusa. Provo tutte le chiavi che ho a disposizione. Neanche a dirlo nessuna mi apre la porta. Cerco il portiere che come al solito non c'è. L’uomo più infrattato del secolo. Ma dove cazzo si nasconde tutto il giorno?! Torno in ufficio telefono alla mia collega "Le chiavi della cantina???!!!" Lei lo sa. Grazie a dio lo sa. Prendo le chiavi, torno giù, finalmente apro la porta. Ci metto tre ore a trovare l’interruttore: su tutti i contatori c’è il nome scritto a lettere cubitali, ma sul nostro no. Il nostro è scritto a matita in piccolo, talmente tenue che a saperlo mi portavo la lente d’ingrandimento. Riprendo l’ascensore, salgo, riaccendo tutto e mi siedo finalmente davanti al mio computer. Litri di sudore persi: almeno 3. Stress: oltre il livello di guardia. E sono in ufficio solo da mezz’ora. Datemi una piscina. L’estate non è fatta per lavorare.
| Dal punto di vista di un verme un piatto di spaghetti è un'orgia
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