sabato, ottobre 09, 2004 La vita che vorrei è proprio la mia
Ieri posso dire di aver trascorso una classica serata modenese tipo. Spola incessante fra Irish Bodeguita e Picari per poi finire a bere qualcosa nel nuovo locale in piazzetta san Biagio. Tanto per cominciare non vedo cos'abbia di nuovo visto che a parte il nome (di importazione cortinese mi dicono) è identico a quello della precedente gestione... Poi la gente. Da un lato la gente "giusta", quelli che conoscono tutti, quelli che si mettono la giacca elegante con i jeans e le scarpe da ginnastica, ma solo se le scarpe sono perfettamente intonate al colore della maglietta. Sono vestiti più o meno tutti così, ce li avrete presente. Quelli che poi vanno allo Snoopy.
Dall'altro i "sergi", quelli che vorrebebro essere giusti ma non ce la fanno, perché scelgono la camicia sbagliata e soprattutto si vede che sono persi, non conoscono un'anima se non i due amici che li accompagnano.
E mi fermo ai ragazzi perché delle donne non voglio neanche parlarne.
Boh, forse sarà stato anche a causa di questa maledetta sinusite che mi fa girare la testa, ma ad un certo punto ho avuto come un senso di nausea. Per fortuna che c'erano le panchine all'aperto e un'amica con cui fare due chiacchiere.
Una volta a casa, avvolta dal caldo tono di arancione della cucina, ho ammirato per un po' la nostra libreria, i libri e i dvd impilati per lo più a casaccio e le polaroid sparse. Il tavolo con le nostre riviste, le mie piantine, il barbapapà sul divano, la porta tappezzata di biglietti di concerti e ricordi di viaggio. E ho capito che se sopporto anche luoghi insignificanti come il bar di ieri sera e la popolazione che lo anima è perché io lì non cerco niente. Esco con la serenità di chi ha già quello che vuole, non devo incontrare nessuno, non devo impressionare nessuno.
Sto vivendo la vita che ho sempre voluto vivere. Adesso lo so.
| Dal punto di vista di un verme un piatto di spaghetti è un'orgia
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