martedì, giugno 10, 2003 Stamattina potrei essere parecchio scoglionata. Devo scrivere un' e-mail che non mi va di scrivere, dare spiegazioni e giustificazioni che non mi va di dare, anzi che non ritengo di dover dare, soprattutto ad un amico. Al lavoro ho un sacco di cose da fare, nessuna particolarmente interessante o stimolante, e so già che sarà una giornata faticosa. Una di quelle in cui il mio capo si presenta in ufficio alle cinque del pomeriggio per assillarmi con domande inutili facendomi perdere tempo prezioso. Sì, potrei essere davvero di cattivo umore. Potrei ma non lo sono, perché ieri ho passato una bella serata giocando a carte e mangiando cocomero fresco in terrazza con i miei genitori (cosa che non facevo da secoli), perché stamattina al risveglio ho trovato un sms dolcissimo e perché in questo periodo sono tanto felice. O forse è solo che ieri mia madre mi ha dato una bellissima notizia, una storia lunga che non sto a raccontare, ma che riguarda una cara amica di famiglia. La mia mami era commossa mentre mi raccontava la novità, e io mi sono commossa a mia volta (ho un po' la lacrima facile in questo periodo). Ho avuto una lezione importante sulla fede, parola che per me non ha necessariamente una connotazione religiosa. Fede nella vita e nel futuro, nel fatto che nonostante tutto quanto di brutto o doloroso può capitare questa vita vale la pena di essere vissuta, che c'è una seconda possibilità. Mi si è aperto il cuore sentendo che per alcune persone che secondo me lo meritano tanto il vento sembra essere finalmente cambiato. Che si può ricominciare a 60 anni, quando in molti tenderebbero a credere che quello che si doveva vivere si è già vissuto, incontrarsi e riscoprirsi eccitati e entusiasti come a 15 anni, e sentire che a volte a renderci felici basta il colore del mare.
| Dal punto di vista di un verme un piatto di spaghetti è un'orgia
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